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Secondo la Procura, Donatella Di Rosa avrebbe manipolato la chat con l’ex colonnello del Los Massimo Giraudo alterando messaggi per «inventare» conversazioni moleste
Da presunta vittima di atti persecutori a indagata per calunnia, Donatella Di Rosa – già nota come “Lady Golpe” – rischia ora un nuovo processo. Aveva accusato un ex colonnello del Los di stalking, portando davanti al tribunale le loro chat private. Ma ora la procura di Roma ha chiesto per lei il rinvio a giudizio proprio con l’accusa di calunnia. I due si erano conosciuti diversi anni fa quando il militare – che ha lavorato come inquirente sull’eversione di destra e sulle stradi nere e mafiose – l’aveva convocata come persona informata sui fatti nella più recente inchiesta della procura di Brescia sulla strage neofascista di piazza della Loggia. Così si erano avvicinati e avevano cominciato a sentirsi sempre più di frequente con chat dai contenuti hard. Poi, nel febbraio 2024, arriva la denuncia della donna. Davanti ai pm, infatti, aveva riferito che Massimo Giraudo «dopo averla contattata per motivi di lavoro, le aveva inviato su Whatsapp messaggi dal contenuto sessuale esplicito e dal carattere molestatori, proponendole incontri e pratiche sessuali estreme». Come si legge sul capo d’imputazione, poi, «incolpava, sapendolo innocente, il colonnello Giraudo di porre in essere nei suoi confronti condotte persecutorie e moleste». Per questo era stato aperto un fascicolo a carico dell’uomo. Ma le accuse di Di Rosa, a una attenta analisi degli investigatori, si erano rivelate del tutto prive di fondamento.
L’Accusa
Secondo gli investigatori la donna avrebbe alterato le prove dell’innocenza del suo presunto stalker «poiché – come recitano le carte – cancellava dal proprio telefono cellulare, nella chat con Giraudo, circa 200 messaggi in modo da alterare il senso complessivo delle conversazioni intercorse tra loro». In particolare – questo lo schema ricostruito dalla Procura – lei avrebbe fatto apparire dei messaggi come «molesti e imposti alla Di Rosa contro la sua volontà», quando invece erano solo «isolati dal reale contesto caratterizzato da affettuosità e confidenze reciproche e consensuali». Quindi tra i due c’erano solo delle conversazioni del tutto lecite, senza alcuna forma di violenza. Per questo motivo, invece di procedere contro il militare, i pm hanno fatto partire un procedimento contro la donna, con l’accusa di calunnia. Il gip alla luce della richiesta della Procura ha fissato l’udienza preliminare per il prossimo 14 maggio quando il giudice deciderà se mandare a processo Lady Golpe. Un soprannome, questo, che le deriva da un caso mediatico che la stessa Di Rosa aveva fatto scoppiare negli anni Novanta.
Ex moglie di un colonnello della Folgore, fece alcune rivelazioni alla stampa circa un presunto progetto di colpo di stato contro le istituzioni italiane, oltreché su di un traffico di armi da guerra verso paesi belligeranti che avrebbe interessato numerosi alti ufficiali dell’esercito. Tutte confessioni che si riveleranno infondate. Fu processata e condannata per calunnia a 2 anni e 5 mesi solo con una pena poi dimezzata dall’indulto. «Fallisce miseramente – commenta all’Adnkronos l’avvocato del colonnello Giraudo, De Vita – il tentativo di delegittimare uno dei più importanti investigatori italiani protagonista di indagini di mafia e di stragi, a cui la storia recente della Repubblica deve moltissimo per la difesa della democrazia e della giustizia».
