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Spionaggio: passò notizie riservate ai russi, condannato a 20 anni Walter Biot

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di Edoardo Izzo

Dopo la sentenza del tribunale militare che, il 9 marzo del 2023, lo aveva condannato a 30 anni di carcere

ROMA. Seconda condanna per Walter Biot, il capitano di fregata arrestato il 30 marzo 2021 con l’accusa di spionaggio per aver passato documenti segreti a un funzionario russo in cambio di 5 mila euro.

Dopo la sentenza del tribunale militare che, il 9 marzo del 2023, lo aveva condannato a 30 anni di carcere, oggi sono stati i giudici della Corte d’Assise di Roma a emettere nei confronti del militare la condanna a 20 anni di carcere.

Lo scorso 15 gennaio il pm Gianfederica Dito, aveva sollecitato per il militare, difeso dall’avvocato Roberto De Vita, la pena di 18 anni di reclusione.

Parti civili, in questo procedimento, tra gli altri, Presidenza del Consiglio dei Ministri e Ministero della Difesa che dovranno essere risarciti.

Nel processo – che si è celebrato a porte chiuse -, la pubblica accusa, contesta a Biot le accuse di spionaggio, rivelazione di notizie che per la sicurezza nazionale dovevano rimanere segrete e corruzione.

Davanti al tribunale militare era stato invece chiesto l’ergastolo e ora è in corso il processo d’appello che deciderà, nei prossimi mesi, le sorti del capitano di fregata.

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