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Chef Rubio e professor Orsini indagati dopo le denunce della Comunità ebraica di Roma: di cosa sono accusati

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di Stefano D’Alessio

Chef Rubio e il professore Alessandro Orsini sarebbero indagati a seguito di due denunce distinte presentate dalla Comunità ebraica di Roma

Chef Rubio e il professore Alessandro Orsini sarebbero indagati a seguito di due distinte denunce-querele presentate alla Questura della Capitale dalla Comunità ebraica di Roma.

Le denunce della Comunità ebraica contro Chef Rubio e Orsini

A riportare la notizia è stato ‘Il Messaggero’. Tutto sarebbe nato dalle due distinte denunce-querele presentate il 24 gennaio scorso dalla Comunità ebraica di Roma nei confronti di Gabriele Rubini (in arte Chef Rubio) e di Alessandro Orsini, docente universitario in sociologia del terrorismo, “per plurime e reiterate condotte integranti i reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa” e per diffamazione aggravata.

Nelle denunce-querele. come riportato da ‘Il Messaggero’, si legge che Rubini e Orsini avrebbero contribuito a diffondere tesi e idee “manifestatamente discriminatorie nei confronti del popolo israeliano, anche mediante la sovrapposizione-confusione tra concetti diversi, incoraggiando altresì la propaganda di pregiudizi antisemiti e la ripulsa violenta contro gli ebrei”.

Il presidente e legale rappresentante della comunità ebraica romana, Victor Fadlun, assistito dall’avvocato Roberto De Vita, ha anche richiesto l’intervento della Polizia postale.

L’obiettivo era quello di “segnalare e far richiedere a Facebook, X e YouTube la chiusura dei profili e delle pagine” dello chef e del professore, considerato che “i loro messaggi ottengono migliaia di visualizzazioni e un altissimo numero di ‘repost’ e citazioni” dei follower.

Il pm della Procura capitolina Erminio Amelio ha aperto due fascicoli e iscritto entrambi nel registro degli indagati per i reati ipotizzati. Spetterà ora agli accertamenti affidati alla Polizia giudiziaria verificare se ci siano gli estremi per sostenere un eventuale giudizio nei loro confronti.

Il “caso” Orsini

Per quanto riguarda Orsini, nel mirino ci sono una serie di post pubblicati sui social.

Nella denuncia si legge che “nel caso del professore Orsini c’è un’opinione chiaramente animata da un pregiudizio antisemita nei confronti dello Stato di Israele ma, dopo il 7 ottobre, la reiterata e costante ripetizione di determinati pensieri, anche attraverso il sapiente accostamento di fatti non veri con fatti veri e di elementi travisati, mira a creare una vera e propria giustificazione delle operazioni terroristico-stragiste di Hamas, attribuendo agli israeliani e agli ebrei in quanto tali la responsabilità nella causazione degli eventi di tale gravità. Ed è bene notare e sottolineare come il professore Orsini compia questa operazione il 7 e l’8 ottobre, ben prima della reazione militare israeliana”.

Il “caso” Chef Rubio

Per quanto concerne i post pubblicati da Chef Rubio, come riportato ancora da ‘Il Messaggero’, “tutti i commenti, soprattutto quelli successivi al 7 ottobre, sottolineano ed evidenziano il concetto di sionismo=terrorismo”.

Il culmine, secondo i denuncianti, sarebbe stato raggiunto il primo giugno scorso, con la pubblicazione di foto e video di un pugnale con doppia lama, con la seguente didascalia: “coltello antisionista con manico in legno d’ulivo” (albero sacro nella tradizione ebraica).

Il legale della comunità ebraica ha presentato a febbraio un’integrazione alla denuncia, per questa frase giudicata “gravissima e pericolosissima”, “che assume ulteriore e autonoma rilevanza in termini di pericolosità istigatoria oltre che discriminatoria per odio antisemita”.

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