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Roma, la Corte d’appello militare sconta la pena di Walter Biot: condannato a 29 anni

Leggi l’articolo originale su Lettera 43
di Valentina Sammarone

L’ufficiale venne accusato di spionaggio e corruzione, nello specifico, di aver ceduto in cambio di denaro notizie coperte da segreto a un funzionario dell’ambasciata russa.

La Corte d’Appello militare di Roma ha ridotto leggermente la pena per Walter Biot, condannandolo a 29 anni e 2 mesi. In fase di primo grado, Biot, accusato di aver divulgato informazioni coperte da segreto in cambio di denaro a un funzionario dell’ambasciata russa, aveva ricevuto una condanna di 30 anni. La Corte d’Assise della capitale, invece, lo ha condannato a 20 anni. «Walter Biot è determinato, è una battaglia per lui ma anche di civiltà giuridica affinché nessuno possa essere giudicato con prove segrete. Siamo passati da 30 anni a 20 anni: questo significa che più si approfondisce e si ragiona su come questo processo ha fatto spostare la bilancia della giustizia verso la ragion di stato più che verso lo stato di diritto, più le pene si riducono. E siamo solo in primo grado», ha detto il suo legale, Roberto De Vita.

Chi è Walter Biot

Era vicino alla fine della carriera, cominciata molto presto, Walter Biot, il capitano di fregata della Marina militare sotto processo per spionaggio. Il suo ultimo incarico è stato al terzo reparto dello Stato maggiore della Difesa, ufficio Politica militare e pianificazione. Nel marzo 2021 è stato arrestato nel parcheggio di un centro commerciale a Roma nell’atto di cedere notizie coperte da segreto a funzionari dell’ambasciata russa. I pm della Capitale avevano chiesto 18 anni.

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