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di Stela Mehmeti
l caso Sigfrido Ranucci-Lavitola-Report arriva in cda, vertice il 17 settembre. Il consigliere Rai Roberto Natale: “La colpa dell’ad Rossi? Ha devastato una redazione”. L’attacco di La Russa: “Adesso tutti sanno che le inchieste sono bufale”
Il caso Report approderà in cda Rai il 17 settembre. L’obiettivo è ottenere chiarezza sulle ragioni della rimozione di Ranucci e sulle presunte motivazioni politiche. “Vedremo se nel frattempo sarà emerso qualcosa e, soprattutto, se l’azienda sarà stata in grado di chiarire meglio quali siano i motivi che hanno portato alla decisione su Report”. Va dritto al punto il consigliere di amministrazione Rai Roberto Natale, interpellato da Quotidiano Nazionale, che insieme ad Alessandro Di Majo e Davide Di Pietro prende le distanze dalla decisione dei vertici aziendali di sostituire Ranucci.
Al suo posto sono stati indicati Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Scelta che verrà contestata “formalmente” da Ranucci. Intanto la redazione di Report resta sul piede di guerra in attesa dell’incontro con il direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini, il 2 settembre.
Le fratture all’interno della redazione si fanno più profonde. La colpa più grave dell’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, “è stata aver devastato una redazione che da anni funzionava in maniera perfetta”, dice Natale, parlando di un colpo “durissimo, spero non definitivo” a Report. Il punto fondamentale, spiega, resta capire se l’amicizia Ranucci-Lavitola abbia influenzato temi e contenuti: “Se non è avvenuto, Ranucci deve rimanere al suo posto”.
Al momento, aggiunge, “i vertici Rai finora hanno taciuto” sulle ragioni concrete della decisione. E pesa anche il timore per le possibili conseguenze: “Ci siamo dissociati da ogni possibile conseguenza di ordine giudiziario ed economico”. Una gestione “dissennata e catastrofica”, secondo Natale, che potrebbe avere effetti anche sul piano degli ascolti e della raccolta pubblicitaria, colpendo “uno dei programmi che contribuiscono al prestigio della Rai”.
La battaglia sulla guida di Report potrebbe così spostarsi nelle aule di tribunale. “Se Ranucci è incompatibile con la conduzione di Report, bisogna spiegare il perché”, ribadisce l’avvocato Roberto De Vita. Attraverso i propri legali, Ranucci ha chiesto alla Rai chiarimenti sui fatti contestati e l’accesso ai documenti, dando a viale Mazzini sette giorni per consegnare la documentazione.
Dal palco di Agrigento l’ormai ex conduttore respinge intanto le proposte Rai: “Sono strutturato per difendermi da solo”. Poi replica sui social alla foto di Giulia Presutti al ristorante del faccendiere: “Non le ho mai detto di andare da lui per motivi di lavoro. Ho saputo solo in seguito che è andata anche altre volte da sola per dei progetti di cui non sono stato mai messo a conoscenza”. Intanto, il Pd è determinato a portare il caso anche sui tavoli di Bruxelles con l’accusa di violazione del Media Freedom Act. “Tenetelo Ranucci”, insorge invece il presidente del Senato Ignazio La Russa, perché dopo il caso Lavitola “qualunque inchiesta di Report adesso tutti capiranno che è una bufala, che Dio ce lo conservi”.
