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Fece tremare l’esercito negli anni Novanta: lady Golpe di nuovo nei guai per calunnia

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di Andrea Ossino
Donatella Di Rosa torna a processo con l’accusa di molestie a un ex colonnello

Lady Golpe torna a processo. Ancora una volta per una storia di accuse che, secondo la procura, non corrispondono alla verità. Non saranno però le false rivelazioni sul colpo di Stato che nei primi anni novanta provocarono, tra dimissioni e rimozioni, un piccolo terremoto nei ranghi dell’esercito.

Questa volta al centro del processo ci sono le accuse di molestie rivolte a un ex colonnello. Accuse che, secondo i pm, erano false e che hanno comunque creato più di un problema al militare.

Donatella Di Rosa lo aveva denunciato raccontando che il colonnello «le aveva inviato su WhatsApp messaggi dal contenuto sessuale esplicito e dal carattere molestatorio». Il procedimento contro il militare è stato archiviato. Ora è lei a dover rispondere in aula dell’accusa di calunnia.

I fatti sono accaduti tra febbraio e aprile 2024. Di Rosa aveva presentato querela sostenendo che il colonnello, «dopo averla contattata per motivi di lavoro, le aveva inviato su Whatsapp messaggi dal contenuto sessuale esplicito e dal carattere molestatorio, proponendole incontri e pratiche sessuali estreme, generando nella stessa un profondo timore fino a indurla a bloccare l’utenza dell’uomo», si legge negli atti. In realtà, secondo l’accusa, Di Rosa «incolpava, sapendolo innocente, il colonnello». Una denuncia che aveva fatto aprire un procedimento nei confronti del militare. Anche sulla base di una serie di messaggi che, secondo la procura, erano stati modificati.

Di Rosa, infatti, «cancellava dal proprio telefono cellulare, nella chat con Giraudo, circa 200 messaggi in modo da alterare il senso complessivo delle conversazioni intercorse tra loro».

L’obiettivo, secondo la ricostruzione, sarebbe stato quello di far apparire i messaggi del colonnello «isolati dal reale contesto caratterizzato da affettuosità e confidenze reciproche e consensuali».

Il colonnello, difeso dall’avvocato Roberto De Vita, è stato quindi archiviato. E adesso Lady Golpe è a processo.

«Ho fatto richiesta per sentire il colonnello e di proiettare in aula video e foto che mandava alla Di Rosa. Per far capire al giudice che, se c’era una relazione, non si esclude che il generale abbia molestato la donna», dice il difensore Baldassarre Lauria. Di segno opposto la ricostruzione dell’avvocato De Vita. «Questa storia nasce da un’ambigua iniziativa giudiziaria contro il colonnello. È poi stato accertato che si trattava di una vicenda pretestuosa e infatti è stata archiviata», dice il legale. E ora è arrivato il rinvio a giudizio nei confronti di Lady Golpe.

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