di F. Poz.
Ieri la donna è stata rinviata a giudizio dal gup di Roma per l’accusa di calunnia nei confronti dell’ex colonnello del Ros Massimo Giraudo
Aveva denunciato un ex colonnello del Ros raccontando che l’uomo «le aveva inviato su Whatsapp messaggi dal contenuto sessuale esplicito e dal carattere molestatorio».
Per i pm però Donatella Di Rosa, nota come “Lady Golpe”, aveva incolpato di molestie l’ex colonnello sapendolo innocente. Ieri la donna è stata rinviata a giudizio dal gup di Roma per l’accusa di calunnia nei confronti dell’ex colonnello del Ros Massimo Giraudo.
Di Rosa, difesa dall’avvocato Baldassare Lauria, tra febbraio e aprile 2024 aveva presentato querela e reso dichiarazioni ai pm, riferendo che il colonnello «dopo averla contattata per motivi di lavoro, le aveva inviato su Whatsapp messaggi dal contenuto sessuale esplicito e dal carattere molestatorio, proponendole incontri e pratiche sessuali estreme, generando nella stessa un profondo timore fino a indurla a bloccare l’utenza dell’uomo», si legge nel capo di imputazione, e «incolpava, sapendolo innocente, il colonnello Giraudo di porre in essere nei suoi confronti condotte persecutorie e moleste».
Accuse che avevano portato all’iscrizione di un procedimento a carico di Giraudo, difeso dall’avvocato Roberto De Vita, poi archiviato. Di Rosa inoltre avrebbe «alterato» le prove dell’innocenza di Giraudo «poiché cancellava dal proprio telefono cellulare, nella chat con Giraudo, circa 200 messaggi in modo da alterare il senso complessivo delle conversazioni intercorse tra loro, in particolare facendo apparire i messaggi di Giraudo, isolati dal reale contesto caratterizzato da affettuosità e confidenze reciproche e consensuali, molesti e imposti alla Di Rosa contro la sua volontà».
L’inizio del processo per “Lady Golpe” è stato fissato per il prossimo 24 febbraio. Lady Golpe è così soprannominata dopo che nel 1993 fece delle dichiarazioni alla stampa, poi rivelatesi infondate, su un presunto colpo di Stato progettato a cavallo degli anni Ottanta e Novanta da alcuni militari, tra cui l’ex marito colonnello della Folgore.
