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di Leo Amato
“Sigfrido Ranucci ha subito un attentato, è parte lesa ed è una risorsa Rai”. Lo ha dichiarato ieri in serata il direttore degli Approfondimenti Rai, Paolo Corsini, smentendo alcune dichiarazioni attribuitegli in un articolo pubblicato nel pomeriggio sul sito del Corriere della Sera. “In relazione a un’intervista che mi viene attribuita e che sta circolando in queste ore, smentisco categoricamente di averla mai rilasciata”. Ha aggiunto Corsini. “Le dichiarazioni riportate non rispecchiano in modo corretto il mio pensiero e invito pertanto a non attribuirmi contenuti privi di fondamento. Ricostruire una sedicente intervista, utilizzando parole e battute tra colleghi estrapolate dal proprio contesto, nega i principi cardine della nostra professione, tanto più quando l’obiettivo appare quello di alimentare ad arte polemiche per delegittimare il Servizio Pubblico, anche alla luce della recente presentazione dei nuovi palinsesti – ha concluso Corsini. Sono note le voci che circolano sul faccendiere Lavitola. Siamo tutti in attesa del lavoro della magistratura. Report tornerà regolarmente in onda il prossimo autunno.”
Nell’articolo del Corriere.it si parlava dell’intenzione di Corsini di “chiamare” Ranucci per un chiarimento, e si riferivano alcune sue valutazioni sull’accaduto (“Se avessero usato il metodo Report per questa storia, Ranucci sarebbe già al gabbione. Se fosse capitato a me ora sarei già crocifisso…Deve esistere un confine anche tra fonte e giornalista. Ma so che chi aveva un problema con Report spesso andava da Lavitola”).
Il quotidiano di via Solferino aveva attribuito al dirigente Rai anche l’ipotesi di un avvicendamento alla conduzione di Report (“E’ in una trasmissione di cui la Rai ha il marchio. Nel prossimo palinsesto c’è e andrà avanti comunque, poi magari può condurla Giorgio Mottola o un altro”).
Ieri sugli sviluppi dell’inchiesta sull’attentato del 16 ottobre 2025 è intervenuto anche il difensore di Ranucci, l’avvocato Roberto De Vita: “Ranucci è stato vittima di un grave attentato, che ha colpito lui, la sua famiglia, la trasmissione Report e i suoi giornalisti. E qualora si accertasse l’effettivo coinvolgimento di Valter Lavitola, Ranucci sarebbe una seconda volta vittima”. Ha spiegato il legale. “Tale è la gravità di quanto sta emergendo in relazione ai fatti già noti e agli scenari ipotizzati e ipotizzabili che è doveroso per tutti attendere gli sviluppi – che ci si augura prossimi – degli importanti approfondimenti che la Procura di Roma e il Nucleo Investigativo dei Carabinieri stanno svolgendo.
“Alcune ricostruzioni giornalistiche e dichiarazioni politiche improvvide, oltre a superare l’assurdo e a rappresentare un ulteriore aggravamento di un quadro che merita in questo momento doverosa attesa, rischiano di essere solo strumentali – ha concluso l’avvocato De Vita – ad una delegittimazione umana e professionale di Sigfrido Ranucci, di un’intera trasmissione e dei suoi giornalisti, che negli anni hanno rappresentato e sono tuttora – e fino a prova contraria – presidio di libera informazione e democrazia”.
