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Omicidio Cerciello, assolto in Appello carabiniere che bendò Hjorth

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di Francesca Monti

Un nuovo sviluppo nella controversa vicenda del bendaggio di Christian Natale Hjorth, uno dei due americani condannati per l’omicidio del vice brigadiere Mario Cerciello Rega. La Corte d’Appello di Roma ha assolto il Maresciallo dei Carabinieri Fabio Manganaro, precedentemente condannato per una misura di rigore non consentita dalla legge. La sentenza, emessa con la formula “perché il fatto non costituisce reato”, ha suscitato un’ondata di reazioni e riflessioni, specialmente da parte dell’avvocato difensore Roberto De Vita.

La Sentenza d’Appello e le sue Implicazioni

La Corte d’Appello di Roma ha ribaltato la sentenza di primo grado, assolvendo il Maresciallo Fabio Manganaro per il bendaggio di Christian Natale Hjorth. Questa decisione, presa con la formula “perché il fatto non costituisce reato”, pone fine a un processo che ha messo in discussione l’operato del militare durante i suoi 25 anni di servizio.

La sentenza, secondo l’avvocato Roberto De Vita, difensore del Maresciallo Manganaro, dovrebbe essere attentamente letta e approfondita, specialmente da chi, come l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte e l’ex comandante dei carabinieri, il generale Giovanni Nistri, aveva condannato l’operato del militare senza attendere gli esiti processuali.

La Difesa del Maresciallo Manganaro

L‘avvocato De Vita ha espresso la sua soddisfazione per la sentenza, sottolineando come essa ristabilisca la fiducia nella giustizia, fiducia che era stata messa in discussione dalle conclusioni del pubblico ministero in primo grado e dalla sentenza del giudice monocratico.

De Vita ha ricordato la condanna a due mesi inflitta al suo cliente in primo grado, una decisione che aveva sollevato dubbi e critiche sull’operato del Maresciallo Manganaro. Tuttavia, la sentenza d’appello sembra aver chiarito la situazione, assolvendo il militare e riconoscendo la legittimità del suo operato.

Il Caso Hjorth e il Contesto più Amplio

Il caso del bendaggio di Christian Natale Hjorth si inserisce in un contesto più ampio, quello dell’omicidio del vice brigadiere Mario Cerciello Rega, un evento che ha scosso l’opinione pubblica e messo alla prova l’integrità e la professionalità delle forze dell’ordine.

La sentenza d’appello nel caso Manganaro rappresenta un importante punto di svolta, non solo per il militare assolto, ma anche per l’intera Arma dei Carabinieri. Questa decisione, infatti, ribadisce l’importanza di attendere gli esiti processuali prima di giudicare l’operato dei militari, riconoscendo al contempo il valore e la dedizione di chi, come il Maresciallo Manganaro, ha servito l’Arma per 25 anni con onore.

La vicenda del bendaggio di Hjorth, quindi, non solo ha sollevato questioni importanti riguardo all’operato delle forze dell’ordine, ma ha anche messo in luce la necessità di un’attenta riflessione sul ruolo e sulle responsabilità dei militari nella società contemporanea.

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