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di Elisabetta Stefanelli
Gli avvocati scrivono alla Rai. La Russa: «Non ho chiesto di sostituirlo». Bonelli: «Tentativo di occupare l’informazione»
Inizia la settimana decisiva per la ricerca di risposte e per la mobilitazione, a pochi giorni dalla decisione della Rai sul futuro di Report e di Sigfrido Ranucci. Con sei pagine di motivazioni gli avvocati del giornalista hanno scritto sabato alla Rai chiedendo spiegazioni sulla rimozione dalla conduzione, con la proposta di scegliere tra Rainews, Tg3 e la corrispondenza da Il Cairo entro trenta giorni.
«Se Ranucci è incompatibile con la conduzione di Report, bisogna spiegare il perché», ribadisce oggi l’avvocato Roberto De Vita, che coordina il suo team legale, entrando nel merito della lettera di contestazione formale. «Si tratta di capire perché è stato rimosso, quali sono i fatti. Se il tema è il rapporto con Lavitola era già noto dal 2023, se il tema è l’attentato lui è la vittima, se il tema dovessero essere le presunte avances andrebbero dimostrate».
Quanto all’eventuale mancata risposta dell’azienda l’avvocato afferma: «Sarà l’autorità giudiziaria a tenerne conto. Allo stato la Rai condanna la vittima e lo fa anche senza spiegare quale sia la colpa».
Da parte sua Ranucci, che ha respinto al mittente le proposte Rai, non sceglie il silenzio: «I cittadini hanno capito, la politica dovrebbe capire. Mi hanno ammazzato, hanno tentato per 23 anni. Sono strutturato per difendermi da solo». E alla deputata M5S Ida Carmina che incontrandolo ad Agrigento gli aveva assicurato: «Noi ci siamo!». «Sì, dopo… al funerale», ha risposto sarcasticamente.
Ma la partita è sempre anche politica. «Non ho mai chiesto la sostituzione di Ranucci, semmai andava abolita la metodologia di Report. Io ho detto tenetelo Ranucci perché qualunque inchiesta di Report adesso tutti capiranno che è una bufala, che Dio ce lo conservi», dice il presidente del Senato Ignazio La Russa a EtnaForum. Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde sostiene: «Emerge un unico disegno: occupare l’informazione», conclude. «Report va salvato due volte: da chi considera Sigfrido Ranucci un santone infallibile e insostituibile e da una destra che vorrebbe approfittare dei suoi errori», sostiene Davide Faraone, vicepresidente di Italia viva-Casa Riformista.
Sul palco della festa di Avs Ranucci è atteso il 9 settembre a Roma alla Città dell’altra economia, ma in questi giorni continua il suo tour teatrale (il 4 sarà a Desio) e anche la presentazione dei libri cercando il sostegno di quella folla che non si risparmia di ringraziare ad ogni appuntamento.
Intanto però c’è anche la redazione di Report sul piede di guerra dopo le minacciate dimissioni e l’appuntamento è per mercoledì 2 settembre quando si aspettano risposte dall’incontro con il direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini. Il direttore già il giorno prima vedrà però Bernardo Iovene e Giulio Valesini, che aveva indicato come capi autori di Report e che si erano dimessi dopo appena mezz’ora dall’ufficialità.
