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Corruzione in Sogei, Cristiano Rufini si dimette da Olidata: non è più presidente

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di Andrea Ossino

L’azienda quotata è stata informata della decisione in serata. Il manager è accusato di aver versato tangenti ad Antonio Masala, ufficiale della Marina

Gli effetti dell’indagine che ha svelato il giro di corruzione a sei zeri in diversi ministeri non tardano ad arrivare. Il presidente del Gruppo Olidata Roma si è dimesso: “Cristiano Rufini ha rassegnato le proprie dimissioni irrevocabili e con effetto immediato dalla carica di consigliere di amministrazione e Presidente di Olidata”, si legge nel comunicato.

Decisioni analoghe stanno per essere inviate “agli organi sociali competenti delle altre società del Gruppo Olidata nelle quali ricopriva incarichi”. Dunque, da oggi, Rufini non ha responsabilità nella quotata. Una scelta adottata per “tutelare la propria reputazione e quella della società, con la finalità di chiarire il prima possibile la correttezza del proprio operato”, dicono dall’azienda. Niente più riunioni in consiglio di amministrazione, solo con il suo avvocato, Roberto De Vita, noto tra l’altro per aver difeso un altro protagonista di una fuga di notizie per certi aspetti simili a questa: l’ufficiale di fregata Walter Biot, accusato di aver venduto ai russi segreti militari.

Il caso adesso è diverso, anche se si parla sempre di ufficiali di fregata e di fughe di informazioni. Perché Rufini avrebbe preso informazioni da un ufficiale per ottenere appalti. E adesso invece ha dovuto fare un passo indietro.Tutta colpa dell’inchiesta esplosa il 14 ottobre scorso, la stessa che ha portato i finanzieri di Roma a perquisire Rufini, indagato insieme ad altre 13 persone, inclusi dipendenti del ministero dell’Interno, ufficiali della Difese e il presidente della partecipata del ministero dell’Economia, Paolino Iorio, finito ai domiciliari. Rufini no, non è stato sottoposto ad alcuna misura cautelare. Ma il suo ruolo nell’inchiesta è importante.

Avrebbe pagato Antonio Masala, un ufficiale della Marina distaccato presso il VI Reparto Sistemi C4l dello Stato Maggiore della Difesa, deputato alla gestione, allo sviluppo e alla sicurezza delle infrastrutture di rete e dei sistemi/servizi informativi.

I pm sono convinti che Rufini abbia ricevuto informazioni riservate per ottenere appalti e in cambio abbia fatto guadagnare denaro al militare e alla moglie, che tra l’altro ha importanti quote azionarie nella Olidata.

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